video su you tube 2009 (qualità molto
scarsa)
video edizione 2008
paginona della "GAZZETTA DI PARMA"
dedicata alla TTR con foto e classifiche
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ROAD
BOOK |
ROAD BOOK TARTUFO TRAIL RUNNING 2010 - 3^ EDIZIONE -
Gara qualificativa per l' UTMB
La TartufoTrail Running si snoda nella zona in cui si
riproduce il “tuber uncinatum Chaten”, meglio conosciuto come
Tartufo Nero di Fragno o tartufo invernale. Questo tipo di
tartufo è riconosciuto dalla Comunità Europea e dal Ministro
delle Politiche Ambientali, e ne fissa le zone geografiche
tipiche di produzione come: la media Val Baganza, la Val Taro
e la Val Parma Monte. L'invito è pertanto di godervi i
suggestivi paesaggi che andrete ad incontrare e …...gustarvi
qualche piatto tipico con il Tartufo Nero di Fragno, presso
gli ottimi ristoranti del luogo.
Domenica 17
Ottobre 2010 – ore 08:00 – in Piazza Europa – Calestano (PR)
Partenza controllata per il primo km. con “lepre locale”
attraverso le antiche vie del borgo di Calestano.
Se non siete ancora troppo di corsa, potrete ammirare la
struttura urbanistica che è di origine medievale. L'impianto
primitivo, probabilmente incentrato su un edificio emergente ora
scomparso, è in parte mascherato dal successivo sviluppo
edilizio; l'asse principale del borgo correva in direzione
Est-Ovest, (Borgo Manone) che percorrete in salita. Dove
oggi si trova la strada principale, Via Mazzini, scorreva un
tempo il Rio di Sant'Agata, interrato nella prima metà dell'
800. Nella parte inferiore del centro abitato si trovano
alcune “corti” chiuse: Corte Rignani e Corte Ortalli, con un
cortile selciato su cui guarda un edificio basso con loggiato ad
archi abbassati in laterizio e Palazzo Barbieri, che con un
loggiato di più ordini si affacciava su una corte ora
trasformata in piazzetta. Nella chiesa di San Lorenzo, fonte
battesimale in marmo della seconda metà del 500; dipinto di
scuola parmigiana del 1600 (Gloria del Paradiso) alcuni
pregevoli quadri del XVII secolo; una coppia di acquasantiere
(1605); nella terza cappella a destra ricchissima cancellata
del 1677; coro ligneo del XVIII secolo.
Si arriva sino all'uscita del paese dove potrete subito far
selezione sul primo ripido pendio. Breve tratto pianeggiante per
raggiungere il borgo di Borsano. Qui
si svolta a dx dove inizia una salita costante fra
carpini e querce.
Prevalentemente nel versante sud è possibile osservare le
formazioni spontanee di pino silvestre (Pinus sylvestris).
Questi sono il residuo di vaste associazioni vegetali
dell'epoca post-glaciale in cui il clima era spiccatamente
continentale; il pino silvestre nelle nostre zone appenniniche
rappresenta oggi uno dei limiti meridionale dell'areale di
indigenato in Italia, rivestendo quindi una straordinaria
importanza dal punto di vista botanico e naturalistico,
considerato che, secondo alcuni studiosi, rappresenterebbe una
varietà ecotipica a sé stante rispetto al pino silvestre
dell'areale alpino. Il tracciato vi condurrà
prima a Cà Masano e poi sul piccolo crinale di Chiastre della
Rondinella da dove si gode un'ottima panoramica sulla Val
Baganza. Attenzione, scendere a sx sul ripido sentiero prima
terroso e poi sassoso che vi porterà a Ronzano, che lascerete
sulla vostra sx. (5° km) Proseguite a dx sulla strada
ghiaiata per raggiungere Ramiano. Qui passate prima a lato della
Chiesa dedicata ai Santi Gervaso e
Protasio, (è circondatae da un impianto urbanistico anticio
tipico dei paesi posti a mezza costa; all'interno una Pala del
XVII sec. con l'originale cornice intagliata; Croce astile in
argento sbalzato e cesellato del XVII sec.) poi davanti
alla fontana la cui vasca è ricavata da un grosso tronco di
quercia centenaria. Una breve ma ripida salita da fare a
“quattro zampe” vi metterà sulla pista ghiaiata con pendio
costante che vi porterà a Predarezzo. Qui sulla dx vedrete degli
appezzamenti con basse recinzioni: sono tartufaie. Dopo la
prima casa, abbandonare la pista e girare a sx, costeggiando la
fila di abeti che delimitano il cortile. Un sentiero con
saliscendi, attraverso boschi di roverelle e carpini vi porterà
sulla piana di Costa dei Merli. Raggiunta la strada asfaltata
(10°km) girare a dx per arrivare a Vallerano,
dove troverete diverse interessanti
costruzioni in località Torre. Arbinella, Fabiola e Casa Bianca.
La chiesa dedicata a San Giacomo, di origine medievale, è stata
riedificata nel '700. Davanti al cimitero c'è una
fontana e in centro al paese troverete il 1° ristoro.
Proseguendo, se adesso vi siete scaldati, inizia la vera salita.
Nel cortile di Casa Belletti, girare a sx dove dopo circa 1,5 km
incontrate il PC 1 (ricordatevi di punzonare). A seguire un
tratto in cui si alternano strappi in salita a brevi pianori in
cui riprendere fiato. In prossimità di M.te Milano,scendere
sulla pista a sx per un breve tratto e poi svoltare dopo circa
500 mt a dx. Qui un ripido sentiero vi condurrà sul crinale di
M.te Bosso, da dove potrete godere un'ottima panoramica
e se avete fortuna, vedere
volteggiare l'aquila reale. Una coppia ha infatti nidificato e
procreato a poca distanza, precisamente a Casarola. (il
26/09/2010 durante una ricognizione del percorso c'erano la
coppia adulta con il loro pargolo con piumaggio ancora chiaro )
Scesi dal crinale, (km 15) prima un saliscendi e poi un
tratto in discesa su carraia vi portano all'inizio di
un'impegnativa salita D+ 320 mt che vi condurrà sul Monte Sporno.
(km 19) Facile è l'incontro con caprioli, volpi e tassi. Giunti
alla sommità, dove c'è il monumento degli Alpini, prendetevi un
secondo per ammirare, da questa splendida terrazza, l'intera
Pianura Padana, sino alle Alpi e ricordatevi di punzonare il CP
2 . Dopo la ripida discesa, all'altezza della capanna rifugio,
girare a sx, dove dopo 1,5 km. arriverete al CP 3 –
Ristoro e CANCELLO ORARIO. (km 21)
Chi arriva prima delle ore 11:15 (del 17 Ottobre 2010 !!) può
scegliere se salire a sx per il percorso lungo di 50 km, oppure
scendere a dx per il percorso corto di 28 km. Chi transita dopo
le ore 11:15, proseguirà obbligatoriamente sul percorso corto.
Per evitare spiacevoli controversie, vi chiediamo, per motivi di
sicurezza e di responsabilità da parte degli organizzatori, di
non insistere nel voler continuare sul percorso lungo qualora
arrivaste al PC 3 dopo le ore 11:15. I
rimanenti 29 km , ancora più impegnativi dei primi 21 km, non vi
consentirebbero comunque di arrivare con la luce del giorno.
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PER CHI
PROSEGUE A DX SUL PERCORSO CORTO DI 28 KM
Il più è fatto: ancora una breve salita e poi tutta discesa;
prima la pista ghiaiata della Costa del Castellaro con una bella
veduta sulla sottostante vallata del Moneglia e poi giunti al
bivio girare a dx e proseguire sulla carraia a volte terrosa, a
volte rocciosa che vi porta all' Oratorio di Iano, costruito
nel 1630 probabilmente ove sorgeva un precedente edificio sacro
fin dal 1230. Di linea elegante con pietre squadrate agli
angoli, rosone centrale e campanile quadrato con quattro
monofore. Nei pressi anche un'interessante casa torre e edifici
di interesse storico. Attenzione all'attraversamento
stradale(km 25)(seguire le indicazioni dei segnalatori) e una
volta scesi nel greto del Moneglia, costeggiarlo e attraversarlo
sino alle recinzione della prima casa di Calestano. Prendere a
sx la carraia che salendo (mi ero dimenticato di quest'ultima
salita) costeggia prima le recinzioni e poi sbucati sull'asfalto
potete “catapultarvi” sul ciotolato finale che vi porterà sotto
“l'Arco di Trionfo” davanti alla Baita del Alpini. Potete
fermarvi, siete arrivati. Bravi e complimenti.
( IN CASO DI RITIRO AVVERTIRE L'ORGANIZZAZIONE E RICONSEGNARE
IL PETTORALE)
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PER CHI
PROSEGUE A SX SUL PERCORSO LUNGO DI 50 KM
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(solo per
chi arriva al PC 3 prima delle ore 11:15)
Proseguite sulla carraia in leggera salita, questa termina in un
prato, attraversatelo ed arrampicatevi a “quattro zampe” sul
breve ma ripido sentiero. Sbucherete in un altro ambiente:
lasciate alle spalle il bosco di latifoglie per proseguire a sx
sulla carraia ed entrare in bosco di conifere ad alto fusto;
non siete sulle Alpi, ma ancora sull'Appennino. Frequenti in
questa zona gli incontri con famiglie di cinghiali, ma non
preoccupatevi, spiegate loro che state correndo la Tartufo Trail.
Sono già stati avvisati e se ne andranno per la loro strada.
Vedrete infatti le loro numerose “raspate” con zolle sollevate
alla ricerca di cibo. In discesa raggiungete Passo Fragno
(attenzione all'attraversamento stradale) e proseguiti diritto
sulla carrabile spartiacque (km 25) da dove potete ammirare a sx
la Val Parma e a dx l'Alta Val Baganza. Arrivati a Case Lombatti,
sulla strada asfaltata, prendere prima a sx e dopo circa 200 mt,
abbandonare l'asfalto e svoltare a dx nella carraia (qui in
basso a dx c'è una fontana con ottima acqua fresca) che vi
porterà sino alla località “il Corno”, (km 30) dove sorge un
vecchio edificio in pietra, tutto ristrutturato. Qui la pista
diventa bella, con ghiaietto fine: percorretela per circa 500
mt poi svoltate a sx, proseguendo sulla pista che vi porta ai
piedi del Montagnana. Passato il cancelletto vi aspetta l'ultimo
strappo per arrivare alla Cappelletta, il punto più alto della
corsa, (mt 1305) dove vi aspetta il ristoro ed il PC 4
(ricordatevi di punzonare). Si scende zig-zagando nel magnifico
e variegato bosco di faggio sino a Costa Avana(km 35).
Scendere su un single-trak, e all'altezza del pilone della
linea elettrica, svoltare a dx, dove prima un ripido pendio e
poi un lungo sottobosco vi portano sino alla pista ghiaiata.
Qui al PC 5 (ricordatevi di punzonare) si svolta a sx
scendendo sulla ghiaiata per circa 2 km, sino ad arrivare ad un
tornante, dove si abbandonerà la strada ghiaiata per la carraia
a dx che scende sino a Margolese. Sbucati sulla strada asfaltata
(ma per soli 500 mt) girare a dx. La salita è leggera e continua
sino al primo gruppo di case di Vigolone (km 40). Qui svoltate
a dx ed una ripida salita vi porterà in località Ginepro dove
troverete il ristoro N. 4. Di fronte, ma dall'altra parte
della vallata vedrete Canesano che raggiungerete percorrendo il
sentiero, con saliscendi ma all'incirca sulla stessa linea di
livello, passando prima poco sotto alla Fonte di San Giovanni e
poi nella zona detta “Brugnara”, dove le numerose sorgive ci
assicurano un po' di fango tutto l'anno. Un km prima di
Canesano (km 45) troverete un rubinetto d'acqua sulla casetta di
un pozzo, poi un'altra fontana con vascone in paese. All'uscita
della carraia, a Canesano, svoltare prima a dx e dopo due
tornanti, all'altezza della chiesetta, prendere a sx la carraia
che vi porterà alla Piana del Lago (non cercate il lago perchè
non c'è) Avete terminato le salite. Se riuscite ancora a far
girare le gambe e siete ancora un po' lucidi potrete gustare la
bella discesa sul piccolo crinale che sovrasta il Torrente
Moneglia, in basso a dx. Ultimo tratto, leggermente roccioso e
tecnico, prima dell'ingresso in paese a Calestano , dove i due
percorsi si ricongiungono per gli ultimi 500 mt, prima dell'
“Arco di Trionfo” davanti alla Baita degli alpini.
Complimenti, siete arrivati.
(IN
CASO DI RITIRO AVVERTIRE L'ORGANIZZAZIONE E RICONSEGNARE IL
PETTORALE)
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