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CALESTANO

“Ben di confusa voce
Odo i certi sussurri,…”

Poesie2009

 

Calestano

Mulino

VERBALE Della Commissione giudicatrice per la quarta edizione del Concorso di poesia “Girolamo Predomini”, indetto dal Comitato Iniziative Culturali di Calestano.

La seduta ha inizio alle ore 16,30 presso la sala del Consiglio comunale di Calestano, in Via Mazzini n.8. Sono presenti il presidente Giovanni Gonzi, la segretaria Tina Gialdi Bassetti ed i commissari LucianoMartelli e Silvia Ragazzini Martelli.
Sulla base delle graduatorie dei singoli commissari, viene stilata una graduatoria generale, che vedela convergenza generale.
In base alla predetta graduatoria i premi vengono così assegnati.
I Premio: Come gli aquiloni, con punti 34,5
II Premio ex aequo: L’isola dei sogni, punti 33,5 e Nella notte, punti 33,5
III Premio: Nel sole, punti 30,9.
Premio speciale “Iniziative culturali”: Le onde della memoria, punti 30,5.
La seduta è tolta alle 18,30.
Letto, approvato e sottoscritto:
Il Presidente
(Giovanni Gonzi)
La segretaria
(Tina Gialdi Bassetti)

Calestano, 02 settembre 2009



Come gli aquiloni
Sono qui
tra la polvere e il fumo,
seduto dentro un perché di macerie
che bruciano gli occhi e la gola:
ho ancora un’asola di vita
cucita sopra il petto
ma il soffitto di questa stanza
è un cielo di cellophane
che non mi fa respirare.
Joshua è rimasto sotto la trave,
ha gli occhi chiusi
ma non può sognare
e Mjriam ha freddo, lo so,
perché ha un buco nel petto
al posto del cuore.
Intorno a quel che rimane
del piccolo Ibra
danzano ancora (per poco)
le piume dei sogni, o forse
è soltanto la cenere.

Perché se n’è andato Joshua
Che da grande voleva volare,
e Mjriam che rideva sempre
e cantava canzoni…..
Perché i sassi e la polvere
hanno seppellito Ibra
e il suo cane di stoffa, perché
non riesco nemmeno a pensare…..

Ridatemi l’aquilone
dalle ali di carta
che correndo facevo volare,
e le strade bianche della mia terra
dove ora si affacciano
finestre di croci
ed evaporano ogni giorno
ombre liquide d’eroi;
il vento si nasconde nei buchi
e quelli che sono già memoria
non si cercano più.
Anche le parole
hanno smarrito il senso
e sguardi orfani scivolano sui muri
stellati a sangue;
così si muore ogni giorno
anche vivendo, come gli aquiloni
sulla striscia di Gaza.
Egizia Malatesta

L’isola dei sogni
“…Magari tu potessi
Incontrarmi ragazza
Senza sapere che sarò tua madre.
Solo così potremmo
Parlare a lungo e tanto
Che tu cominceresti ad invecchiare
Ed io sarei la figlia che ti ascolta”.
(Franca Alaimo, Ruoli, in Samadhi,
liberamente messo in versi da Ada Felugo)

Ora più dolce la memoria effonde
quiete nostalgie sul profondo
e pacate ombre di sogni
in me fluttuano lente.

Nel vortice bambino
intessevi stupori con gorgheggi
e riverberi di sole ai balconi
e io intrecciavo trame in cielo
sfumando fili arcobaleno.

Sogni ballerini ritmati
dall’inebriante ruota con tuo padre,
deposti quieti sul tuo sillabario
e sulla prima maglia
di funambolo della palla.

Vedi… discioglie la memoria
gli aneliti travolti e inabissati
ma vagheggia di naufraghi
sospinti a vele schiuse
verso l’isola della brezza.

II
A Capo Passero si tocca l’isola
porto di desideri vagabondi
senza sapere nuotare,
senza zattera o remi.

-Attenti alle correnti- dice
l’uomo –fanciullo dallo sguardo buono
e sul mare traccia la sola via
fidata per il guado.

Lì sull’isola, aggrappati, i miei sogni.

Tu -mio figlio- deciso
cammini sulla sabbia corallina
con l’isolano silenzio d’intorno-
la carezza dell’onda sulle spalle.

Lo zaino stipato alto
sulle tue braccia tese.

Me lo offri in dono. Sai che il sogno è vita.
Danila Olivieri


Nella Notte
Nella notte il silenzio
avvolge pensieri cupi.
Ad un tratto
nel buio i tuoi occhi
nel silenzio la tua voce.

L’oscurità
brilla ora d’argento
e il silenzio
si riempie di parole: sono le tue
che arrivano fino a me
si confondono con le mie.

Le parole del silenzio
sono quelle che amo
le più belle: mi dicono
quello che non hai mai detto
quello soltanto che voglio sentire.

Sul mio corpo ferito
lagrime, gocce di sangue
si mescolano insieme, scivolano
sul mio cuore che brucia
e come fresca sorgente
lo ristorano.

Sono quasi felice.

Nell’alba che sta sorgendo
già s’intravedono i contorni delle cose
nella foschia dell’imminente mattino
i tuoi occhi
le tue parole
si dissolvono: con lei sfumano in alto
sempre più lontano.

L’attimo di felicità
si perde nel cielo, di nuovo
la tristezza mi è compagna.

Ma la notte
tornerà: ancora
nel buio vedrò i tuoi occhi
e il silenzio avrà la tua voce
ADA MARIANI


NEL SOLE
Ho amato nascere nella notte
Per consumare poi, conte,
l’ardore del sole,
cogliere l’infinito
che disarma,
percorrere miriadi di strade
per approdare a casa,
dove addormentare
il nostro silenzio
nella morbida luce di una sera.

Ti abbraccerò con soffocanti catene
prima che tu possa ancora scivolarmi via;
così, potrò offrirti altro
che parole e fiori
ed amarti
vicino e possibile.

M’intravvederai nel nostro sole
con un abito di nuvole,
tu che oggi
fai bella la luna
che si accende per le stelle.

Parleremo di parole
senza tempo:
avrò tolto una goccia d’eterno
per cancellare l’attimo che ci ha divisi.

Mi racconterai del tuo Mondo
senza guerra e senza ingiusto dolore
ed io ti dirò
delle mie solitudini disperate,
delle memorie che mi annebbiano
il cuore, di lontane voci affettuose
tra noi e
delle abissali nostalgie del passato.

Ma tu
sei rimasto quel sole, per me
che mai si dissolve
perché ha rubato al tramonto
tutti i suoi colori e tutti i mattini
s’innalza in lontani orizzonti
pettinati dal vento.
SARA CALZOLARI

LE ONDE DELLA MEMORIA
Le onde della memoria
affiorano cariche
di echi del passato.
Rimbalzano, si tuffano
nel presente.
Rimpianto di ieri,
frustrazione,
rifugio dell’anima
per rinfrancar con la sua linfa
il camminare dei giorni.
Ritornan alla luce
le orme del passato
tracce di gesti,
sapori, profumi, tradizioni
ora consueti,
tenero legame coi giorni lontani
per avvolgermi
nello scorrer degli anni,
imprimendo
indelebili ricordi.
VINCENZA PRADA


IO VORREI
Io vorrei essere un’aquila
per volare nell’alto del cielo
e respirare ossigeno puro.

Vorrei essere un orso polare
e vivere nell’era glaciale.

Vorrei essere la luce del sole
Per illuminare la terra.
Ghirardi Francesco


IO SENTO
Io nel mio cuore sento gli angeli che volano.
Si illumina il cielo, io sento tre nuvole
che fluttuando si posano nel mio cuore.
Tre colombe volano tranquille nell’aria
profumata della mia anima.
ROMINA DI MARTINO ATELLA, CLASSE 5 ELEMENTARE


MIO FRATELLO
Lo stesso sangue nelle vene,
stesso passato, stessi colori,
stessi principi, stessi valori……
Ma questo era vero fino a ieri.
Oggi pensieri discordanti.
Domani un mistero da scoprire.
Da piccolo eri un tormento,
ma sempre al mio fianco….
Adesso, un tesoro che cerco,
ma sempre inafferrabile….
Ma il mio orgoglio di sorella,
ti disegna migliore di come sei sempre stato.
Da piccoli si bisticciava… ricordi?
Ma eran soli rari momenti….
Quelli più belli son stati tanti…..
E con fierezza, adesso,
parlo di te come il mio gioiello più bello
e mi si illumina il viso,
perché parlo di mio fratello.
LETIZIA ZANICHELLI Sez.Giovanile



DIMENTICATA
Scivolo nell’oblio
Nel ricordo
Un denso sonno
Mi avvolge
Fuggo
Scappo
Non mi muovo

Una presenza costante è
Il rimorso di una notte
Scappo
Fuggo
Non mi muovo

Incatenata dalla nostalgia
Che mi lega
A te
Per sempre.
JESSICA MAZOLI 3° MEDIA



IL SILENZIO VAGAVA
Le strade buie
accoglievano i tristi ricordi
di un tempo
e il silenzio vagava nell’ombra
passi frettolosi…..
paura……
un turbine di polvere grigia
danzò verso il cielo
velando gli occhi lucenti
della luna.
VALENTINA CARRERAS I° D I.C.PARMIGIANINO



GIUDIZI: SEZIONE GIOVANILE

IO VORREI
Gradevole e ricca di suggestioni questa breve lirica, che testimonia la sensibilità dell’autore, la sua
Gioia di vivere e lo stretto rapporto che lo lega alle realtà animate ed inanimate della terra, in cui
Vorrebbe tramutarsi. Alla poesia “Io Vorrei” è attribuito dalla Commissione giudicatrice del concorso il premio come migliore opera degli alunni di terza elementare.

IO SENTO
La poesia esprime, in pochi ma significativi versi, sensazioni e stati d’animo dell’autore, il quale riesce
ad esporre liricamente le forti emozioni che gli procurano la fede negli angeli e l’osservazione del
mondo circostante. La lirica “Io sento” è giudicata dalla giuria del concorso come la migliore opera
degli alunni della classe quinta elementare.

MIO FRATELLO
La poesia sottolinea, con sensibilità e viva partecipazione, il rapporto dell’autrice con il proprio fratello:
qualche incomprensione, qualche bisticcio, ma attaccamento forte, sincero, fondato su valori comuni
e sulla consapevolezza dell’autenticità ed inossidabilità del vincolo fraterno. La giuria del concorso
giudica la lirica “Mio Fratello” meritevole del premio riservato agli alunni di seconda media.

DIMENTICATA
La sofferenza di un abbandono, le difficoltà di accettare la fine di un legame affettivo sono vissute
Dall’autrice con un senso di sgomento che la portano all’inazione, nonostante il desiderio di fuggire
Dai ricordi e dai rimorsi.
La poesia “Dimenticata”, che si segnala anche per l’originale gioco lessicale, è ritenuta dalla Commissione
Giudicatrice del concorso come migliore opera degli alunni di terza media.

IL SILENZIO VAGAVA
Un senso di inquietudine pervade questa breve ma intensa lirica, dove con rilevante capacità espressiva
L’autore evidenzia oscuri silenzi, momenti di paura e allarmanti fenomeni atmosferici.
Alla poesia “Il silenzio vagava” la Commissione giudicatrice del concorso assegna il premio quale migliore
Opera degli alunni di prima media.


GIUDIZIO: sezione adulti.

COME GLI AQUILONI
Gli orrori della guerra israeliano-palestinese hanno mietuto vittime anche tra i bambini inermi ed innocenti,
interrotto i loro giochi e vanificato attese e speranze che tutte le giovani generazioni avrebbero diritto di
avere. Unico segno di vita, nello sconfortante scenario della striscia di Gaza, il volo degli aquiloni.
La lirica, per la non comune valenza emotiva, per gli alti valori morali e civili che esprime nonché per la
Rilevante sicurezza espressiva è giudicata dalla giuria del concorso meritevole del primo premio.

L’ISOLA DEI SOGNI
L’autrice ripercorre, con commozione, i momenti più significativi dell’infanzia del figlio. In particolare si
Sofferma sulle giornate trascorse al mare col bambino, dove i sogni si confondevano con la realtà.
La lirica si segnala per fluidità di immagini, stile raffinato ed originalità semantica.
A “L’isola dei sogni” la giuria del concorso assegna a pari merito con la poesia “Nella notte” il secondo premio.

NELLA NOTTE
La presenza, nel buio della notte, della persona amata, dà gioia al poeta, alleviandole sofferenze e tribolazioni. Anche il silenzio si trasforma in dialogo ed in intima complicità. La forma stilistica è sicura ed
Impreziosita da raffinate figure retoriche.
Alla poesia “Nella notte” la commissione giudicatrice del concorso assegna, ex aequo con la lirica
“L’isola dei sogni”, il secondo premio.

NEL SOLE
La ripresa di una relazione amorosa, dopo una breve separazione, è vissuta dal poeta con intensa partecipazione e passione. La persona amata è paragonata al sole, che rischiara e riscalda tutti i momenti
Dell’esistenza. I versi si caratterizzano per la valenza emotiva, la sicura forma espressiva e l’accurata
Ricerca terminologica.
La poesia “nel sole” è giudicata dalla Giuria del concorso meritevole del terzo premio.

LE ONDE DELLA MEMORIA
Il ricordo dei giorni passati, con la rievocazione di momenti felici ma anche di frustrazioni e rimpianti,
è il tema di questa lirica di grande forza emotiva. Sensazioni e stati d’animo sono espressi in un registro
poetico consapevole ed armonioso.
Alla poesia “Le onde della memoria” la giuria del concorso assegna il premio speciale della Associazione
Iniziative Culturali di Calestano.

 
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